
CASTELLO DI SAN PELAGIO – MUSEO DELL’ARIA
DUE CARRARE (PD)
Anno 2025
La torre trecentesca, parte del sistema difensivo dei Carraresi, รจ datata 1340. Dal 1600 in poi nasce la villa che, nel โ700, viene interamente rimaneggiata dai Conti Zaborra per meglio svolgere le funzioni agricole alle quali รจ da sempre adibita. Nel 1918 รจ sede della squadriglia โLa Serenissimaโ che da qui รจ parte per il Volo su Vienna al comando di G. dโAnnunzio. Dal 1970 la villa รจ stata oggetto di accurati restauri e ripensata nelle funzioni attuali principalmente comeย museo del volo. Nasce cosรฌ il complesso di San Pelagio. Inaugurato nel 1980, frutto dellโimpegno della proprietร e di Maria Fede Caproni, ripercorre lโintera storia del volo umano facendo perno sullโimpresa dannunziana; a tale volo รจ dedicata la parte principale del museo con le stanze abitate dal poeta nel periodo 1917-1919. Fanno da โcontornoโ le sale dedicate a Leonardo, ai Montgolfier, ai Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrongโฆ
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Gabriele DโAnnunzio e il Castello di San Pelagio
Il Castello di San Pelagio รจ un luogo cruciale della vita di Gabriele DยดAnnunzio.ย Eยด da qui infatti che partรฌ e tornรฒ dal โfolleโย volo su Viennaย nel 9 agostoย 1918, in pieno primo conflitto mondiale: โnon siamo venuti se non per la gioia dellยดarditezzaโ le sue parole dopo lยดimpresa che lo vide sorvolare la capitale del nemico austroungarico come maggiore dellยด87ยฐย squadriglia โLa Serenissimaโ. Nelle stanze del poeta pescarese tutto รจ rimasto come allora.
Dunque, DยดAnnunzio รจ indissolubilmente legato a Padovaย e al Castello.
Ilย volo su Viennaย del 9 agostoย 1918ย fu una trasvolata compiuta da 11ย Ansaldo S.V.A.ย dellโ87ยช Squadriglia Aeroplani, dettaย la Serenissima. Dieci erano monoposto, traย S.V.A.5ย eย S.V.A.9, pilotati daย Antonio Locatelli,ย Girolamo Allegriย dettoย fraโ Ginepro,Lodovico Censi,ย Aldo Finzi,ย Pietro Massoni,ย Giordano Bruno Granzarolo,ย Giuseppe Sarti,ย Francesco Ferrarin,ย Masproneย e Contratti; lโultimo era un bipostoย S.V.A.10ย pilotato dalย Capitanoย Natale Palli. Il Maggioreย Gabriele dโAnnunzio, comandante della Squadra Aerea S. Marco, era nellโabitacolo anteriore; con loro Garibaldo Marussi, di nove anni, figlio di Nino Marussi, scultore fiumano, amico di Gabriele dโAnnunzio.
Il volo era stato progettato dallo stesso DโAnnunzio, piรน di un anno prima, ma difficoltร tecniche, legate soprattutto al problema dellโautonomiaย degli apparecchi per un volo di mille chilometri, avevano indotto ilย Comando Supremoย dapprima a negare il consenso e poi a ordinare delle prove di collaudo. Il 4 settembre delย 1917ย DโAnnunzio aveva compiuto un volo di dieci ore senza particolari problemi, cosรฌ lโautorizzazione necessaria allโimpresa arrivรฒ sotto forma di un bizzarro messaggio che avrebbe voluto attingere al dannunzianesimo (moda dellโepoca):
| ยซย Il volo avrร carattere strettamente politico e dimostrativo; รจ quindi vietato di recare qualsiasi offesa alla cittร โฆ Con questo raid lโala dโItaliaย affermerร la sua potenza incontrastata sul cielo della capitale nemica. Sarร vostro Duce il Poeta, animatore di tutte le fortune della Patria, simbolo della potenza eternamente rinnovatrice della nostra razza. Questo annunzio sarร il fausto presagio della Vittoria. ยป |
Un primo tentativo venne compiuto il 2 agosto, ma a causa della nebbia i 13 apparecchi che vi parteciparono dovettero rinunciare. Un secondo tentativo si compรฌ lโ8 agosto, ma il vento contrario fece rinunciare anche questa volta. Finalmente la mattina del 9 agosto, alle ore 05:50, dal campo di aviazione diย San Pelagioย partirono undici apparecchi. I velivoli di Ferrarin, Masprone e Contratti dovettero atterrare non appena partiti, mentre Sarti fu costretto ad atterrare per noie al motore, posandosi sul campo diย Wiener Neustadtย ed incendiando lo S.V.A. prima della cattura.
Gli altri nove compirono lโimpresa, giungendo su Vienna alle 9:20 e lanciando 50ย 000 copie di un manifestino in italiano preparato da DโAnnunzio che recitava:
| ยซย In questo mattino dโagosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia lโanno della nostra piena potenza, lโala tricolore vi apparisce allโimprovviso come indizio del destino che si volge. Il destino si volge. Si volge verso di noi con una certezza di ferro. ร passata per sempre lโora di quella Germania che vi trascina, vi umilia e vi infetta. La vostra ora รจ passata. Come la nostra fede fu la piรน forte, ecco che la nostra volontร predomina e predominerร sino alla fine. I combattenti vittoriosi del Piave, i combattenti vittoriosi della Marna lo sentono, lo sanno, con una ebbrezza che moltiplica lโimpeto. Ma, se lโimpeto non bastasse, basterebbe il numero; e questo รจ detto per coloro che usano combattere dieci contro uno. LโAtlantico รจ una via che giร si chiude; ed รจ una via eroica, come dimostrano i nuovissimi inseguitori che hanno colorato lโOurcq di sangue tedesco. Sul vento di vittoria che si leva dai fiumi della libertร , non siamo venuti se non per la gioia dellโarditezza, non siamo venuti se non per la prova di quel che potremmo osare e fare quando vorremo, nellโora che sceglieremo. Il rombo della giovane ala italiana non somiglia a quello del bronzo funebre, nel cielo mattutino. Tuttavia la lieta audacia sospende fra Santo Stefano e il Graben una sentenza non revocabile, o Viennesi. |
Viva lโItalia!ย ยป
Il testo di DโAnnunzio venne giudicato mancante di efficacia, nonchรฉ impossibile da rendere correttamente in tedesco, daย Ferdinando Martiniย che cosรฌ commentรฒ:
ยซย Quando DโAnnunzio fece le sue prime prove come soldato, la gente, poco fidando nel suo valore o nella sua bellica abilitร , disse: โScriva e non facciaโ. Ora io dico di lui, dopo altre molte prove: โFaccia e non scrivaโย ยป
Un comunicato ufficiale del Comando Supremo riportรฒ:
| ยซย Zona di guerra, 9 agosto 1918. Una pattuglia di otto apparecchi nazionali, un biposto e sette monoposti, al comando del maggiore DโAnnunzio, ha eseguito stamane un brillante raid su Vienna, compiendo un percorso complessivo di circa 1.000 chilometri, dei quali oltre 800 su territorio nemico. I nostri aerei, partiti alle ore 5:50, dopo aver superato non lievi difficoltร atmosferiche, raggiungevano alle ore 9:20 la cittร di Vienna, su cui si abbassavano a quota inferiore agli 800 metri, lanciando parecchie migliaia di manifesti. Sulle vie della cittร era chiaramente visibile lโagglomeramento della popolazione. I nostri apparecchi, che non vennero fatti segno ad alcuna reazione da parte del nemico, al ritorno volarono su Wiener-Neustadt, Graz, Lubiana e Trieste. La pattuglia partรฌ compatta, si mantenne in ordine serrato lungo tutto il percorso e rientrรฒ al campo di aviazione alle 12:40. Manca un solo nostro apparecchio che, per un guasto al motore, sembra sia stato costretto ad atterrare nelle vicinanze di Wiener-Neustadt.ย ยป |
In effetti non vi fu reazione da parte delle forze austroungariche: solo dueย cacciaย austriaci che avevano avvistato la formazione si affrettarono ad atterrare per avvertire il comando, ma non furono creduti.
Lโimpressione che questo raid produsse inย Italiaย e nel mondo fu enorme. Aย Romaย fu lanciata la proposta dโincoronare DโAnnunzio sul Campidoglio, ma egli rifiutรฒ.
Il ritorno avvenne dopo poco piรน di 7 ore e mille chilometri di volo, sempre allo stesso aeroporto di partenza.
Il valore propagandistico dellโimpresa fu soprattutto a uso interno italiano, mentre lโepisodio fu militarmente irrilevante.
Lโepisodio fece molta impressione anche a Vienna. I manifestini vennero gelosamente conservati dai viennesi, tanto piรน in un momento in cui cโera forte penuria di alimenti e tanta sfiducia nelle sorti della guerra. Il sorvolo di DโAnnunzio creavano ulteriori apprensioni da parte dei viennesi, che, oltre ai problemi interni, sentivano arrivare dal fronte di guerra le voci del malcontento dei loro soldati.
[fonti: wikipedia e castellodisanpelagio.it]





















