Villa Ottavia
Dal 1441 fu residenza di un monaco rettore e sede amministrativa della Corte del Vegrolongo, proprietà benedettina nel territorio di Rovolon. Data la splendida posizione alle pendici nord dei Colli Euganei, i Benedettini destinarono questo luogo a casa di villeggiatura. Nel 1536 qui si tennero le conversazioni spirituali in preparazione del Concilio di Trento, su incarico di Papa Paolo III tra il monaco Marco da Cremona, Gregorio Cortese, abate benedettino poi cardinale di Santa Romana Chiesa, e il cardinale inglese Reginald Pole. Nel 1665 qui soggiornò il vescovo Gregorio Barbarigo durante le visite pastorali a Bastia e Rovolon. A inizio ’800 i monaci vennero espropriati dalle leggi napoleoniche e la casa trasformata in abitazione contadina.
Nel 1885, dopo alterne vicende, fu acquistata da Ottavia Melandri Contessi, vedova del noto chirurgo e patriota padovano Francesco Marzolo.
La dimora fu rimaneggiata poco per volta da Ottavia e dai suoi discendenti. Nel 1917, durante la grande guerra dopo la rotta di Caporetto, fu requisita per gli ufficiali dell’esercito come luogo di sosta e riposo. Dal 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, fu riempita dagli sfollati che la abitarono fino al 1990.
Oggi la dimora storica appartiene ai fratelli Angela e Fabio Negro che passarono le vacanze estive a Rovolon con figli e nipoti fino al 2004. Nel 2022 viene avviata una prima fase di restauro degli annessi rustici e della villa per restituirla alla collettività.
fonte: www.villaottavia.it












